No news is bad news

Il famoso detto inglese secondo il quale nessuna notizia è una buona notizia non si applica solitamente a chi si occupa di comunicazione. In particolare sul web, aggiornare il proprio sito con regolarità è importante sia per incentivare il ritorno degli utenti, sia per sätta in pengar länsförsäkringar forex migliorare l'indicizzazione sui motori di ricerca.

Lo diciamo sempre ai nostri Clienti. In questa sezione cerchiamo di dare il buon esempio. Gli articoli di carattere "tecnico/divulgativo" sono invece nella sezione approfondimenti.

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Archivio di luglio 2006

I marchi più famosi del mondo

Nessun commento » | venerdì, 28 luglio 2006

تداول فوركس اون لاين Coca Cola è il marchio più famoso in assoluto, http://www.tyromar.at/?yuwlja=%D9%85%D8%A7%D8%B9%D8%AF%D8%AF-%D8%A7%D9%84%D8%A7%D8%B3%D9%87%D9%85-%D8%A7%D9%84%D9%85%D8%AE%D8%B5%D8%B5%D9%87-%D9%81%D9%8A-%D8%A7%D9%84%D8%A8%D9%86%D9%83-%D8%A7%D9%84%D8%A7%D9%87%D9%84%D9%8A&9ad=2a ماعدد الاسهم المخصصه في البنك الاهلي Gucci il primo dei marchi italiani nel mondo.

È stato reso noto il report 2005 sulle cento aziende che, a livello mondiale, rappresentano i brand a maggiore valore economico. La classifica, stilata dalla società inglese Interbrand, in collaborazione con “Business Week” mostra diverse sorprese. L’Italia è presente con quattro aziende, tutte dell’ambito della moda, tra cui si segnalano l’ingresso di http://aitram.pt/?rybish=%D8%B3%D8%B9%D8%B1-%D8%A7%D9%84%D8%B0%D9%87%D8%A8-%D8%A8%D8%A7%D9%84%D8%B3%D8%B9%D9%88%D8%AF%D9%8A%D8%A9-%D9%85%D8%A8%D8%A7%D8%B4%D8%B1-%D9%84%D8%B3%D8%A8%D9%8A%D9%83%D8%A9-%D9%A2%D9%A4&04d=12 سعر الذهب بالسعودية مباشر لسبيكة ٢٤ Bulgari alla 94esima posizione, l’avanzata di تعليم تداول الذهب Prada alla 93esima e la stabilità di http://www.ac-brno.org/?pycka=%D8%B4%D8%A7%D8%B4%D8%A9-%D8%AA%D8%AF%D8%A7%D9%88%D9%84-%D8%A7%D9%84%D8%A7%D8%B3%D9%87%D9%85-%D8%A7%D9%84%D8%B3%D8%B9%D9%88%D8%AF%D9%8A%D8%A9&ea7=4d شاشة تداول الاسهم السعودية Armani alla 95esima. Ancora una volta al primo posto dei italiani famosi troviamo Gucci in 49esima posizione. L’Italia rimane invece in sofferenza in altri settori tradizionalmente importanti, come il food e i tecnologici.

Coca Cola, il cui solo nome vale 67 miliardi di dollari (più dei beni “terreni” dell’Azienda), si conferma al primo posto. Al secondo jobba hemifrån konsult Microsoft (calata in valore del 2%); poi http://www.amkhamry.cz/?foravil=%D8%AA%D8%AC%D8%A7%D8%B1%D9%87-%D8%A7%D9%84%D8%B0%D9%87%D8%A8-%D9%81%D9%8A-%D8%A7%D9%84%D8%A8%D8%AD%D8%B1%D9%8A%D9%86&26c=38 تجاره الذهب في البحرين Ibm, اخبار عن سوق الاسهم السعودي General Electrics e http://insprs.org/?ryops=%D9%83%D9%8A%D9%81-%D8%A7%D8%A8%D8%AF%D8%A7-%D8%A7%D9%84%D8%AA%D8%AF%D8%A7%D9%88%D9%84-%D9%81%D9%8A-%D8%A7%D8%B3%D9%87%D9%85-%D8%A7%D9%84%D8%B1%D8%A7%D8%AC%D8%AD%D9%8A&60d=3c كيف ابدا التداول في اسهم الراجحي Intel (+6%). Mentre http://francesdowell.com/tag/falling-in/feed احتراف الفوركس Disney e http://www.osha-courses.com/?komandor=%D8%A5%D9%83%D8%B3-%D9%81%D9%88%D8%B1%D9%83%D8%B3 إكس فوركس McDonald’s perdono una posizione a favore di foreign exchange Nokia, che passa dal numero 8 alla sesta posizione, aumentando il proprio valore del 10% grazie a un estensione del posizionamento che ha portato la casa finlandese a presidiare con successo anche i telefoni di fascia alta e tecnologicamente avanzati. Interessante lo sviluppo dei brand coreani, che fanno registrare ottime performance in due settori tradizionalmente appannaggio dei produttori giapponesi. Nell’elettronica di consumo, Samsung sopravanza per la prima volta http://thewrittenrunway.com/?pokalcovka=point-zero-forex-system&3be=97 point zero forex system Sony raggiungendo la posizione numero 20. In ambito automobilistico, طريقة شراء أسهم Toyota, skatt ved valutahandel Mercedes e منتديات تداول الاقتصادية BMW si prendono il podio, mentre forex öppettider växjö Hyundai entra in classifica.

Benissimo forex öppettider landskrona eBay, 55esima con un incremento del +21%, e molto bene anche Apple (+16%), che deve molto del successo di quest’anno all’iPod.

Prima della classifica, bisogna ricordare di tenere presente che i marchi in esame devono risultare globali, cioè operare e generare business e fatturato (superiore a 2,1 miliardi di dollari) sui mercati mondiali. Questo spiega, ad esempio, la mancanza del marchio Ferrari, importante ma di nicchia. Per valore del marchio (espresso in MIO $) si intende la sua capacità di generare valore in quanto tale (e non per le caratteristiche dei prodotti che lo rappresentano).

5 Falsi Miti dell’Indicizzazione

Nessun commento » | giovedì, 13 luglio 2006

Diversi clienti ci contattano per chiederci come mai ricevono mail (spam), che promettono di portare il loro sito ai primi posti dei motori di ricerca in massimo 3 giorni e con costi irrisori. Non sempre è facile spiegare loro che ciò è F-A-L-S-O, e che presentarsi attraverso un mailing selvaggio, martellante e irrispettoso, spesso grossolanamente tradotto in lingua italiana, non è un buon biglietto da visita, ma è indicativo dei mezzi che vengono usati da queste persone. Naturalmente, lo stesso discorso vale per chi, pur con mezzi diversi, promette i 5 falsi miti qui a seguire.

Per questo motivo, pubblichiamo una (non tanto) breve guida, tratta in larghissima parte dalla versione originale inglese di Stuart Brown, che speriamo possa essere utile.

1. Risultati in una notte

Nessuno, ma davvero nessuno, può garantire un buon risultato in 24 ore. La tipica promessa-bufala di questi paladini dell’indicizzazione è “Top 10 listing in 8 hours”, tra i primi 10 in 8 ore. Ma Google, Yahoo, MSN ecc., si prendono sempre e comunque i loro tempi per indicizzare un sito, senza curarsi delle promesse di questi signori.

Google in particolare ha tempi decisamente lunghi, e a volte impiega settimane solo per “accorgersi” che un nuovo sito esiste, e nella maggior parte dei casi, per avere un risultato vicino alle proprie potenzialità occorrono mesi di lavoro dedicato a costruire contenuti di qualità e a mantenerli aggiornati.

Questo parlare di risultati istantanei o quasi è pertanto pura fantasia: qualsiasi successo in questo campo non arriva in una notte, ma è frutto di un lavoro organico e pianificato, effettuato da voi o da chi conosce il vostro sito, il vostro business e il vostro target.

Qualsiasi forma di indicizzazione fondata sui risultati istantanei finisce per farvi ottenere un’accelerazione del traffico per qualche giorno o settimana, ma, ciò che è peggio, sarà originata con spam o tecniche affini, finendo per portarvi visite non in target e impoverire il risultato di un progetto a lungo termine per un’indicizzazione seria.

Se cercate di generare traffico sul vostro sito, non cercate soddisfazione immediata e di breve durata. Scegliete un progetto di ampio respiro. Un sito che raggiunge 10.000 visite in un giorno e nessuna nei giorni successivi vale molto meno di uno che ne raggiunge 10.000 in un mese attraverso un progetto organico.

2. Risultati garantiti!

Gli stessi che garantiscono “tra i primi 10 in 8 ore”, promettono altri particolari risultati, dimenticando fattori come la concorrenza o l’effettiva qualità del vostro sito. Naturalmente, non è che un’altra bufala, e basta fare qualche prova per rendersi conto che nessuno può garantire il risultato in prima pagina.

Con ben oltre un milione di siti .it, per non parlare degli altri, uscire nella top ten per un nuovo sito è davvero dura. Ma promettere di riuscirci, magari conoscendo appena il vostro sito e ignorandone completamente l’architettura, questa è una follia! Sarebbe più o meno come inviare una mail a un milione di ragazze e promettere a tutte loro una carriera di successo nel mondo del cinema.

Per ottenere un buon traffico in target, non c’è che un modo: lavorare continuativamente, rendersi conto che ci vorrà del tempo, e che la crescita delle visite in target andrà comunque di pari passo con la crescita del sito.

3. I Meta Tag

Ancora oggi, nonostante siano passati più di 10 anni da quando Altavista, Lycos e altri dettavano legge tra i motori di ricerca, qualcuno crede ancora al mito dei Meta Tag (in sostanza, testo descrittivo e parole chiave collocati nelle pagine web in una parte “invisibile” al navigatore).

In realtà, quelli che oggi sono i principali motori di ricerca (Google, Yahoo e, più staccato, MSN), bypassano sostanzialmente quella parte delle pagine, prestando invece attenzione al contenuto, che è ciò che effettivamente il navigatore troverà. Ciò anche a causa di un uso sleale dei Meta Tag, anni addietro, da parte dei soliti maghi dell’indicizzazione di cui sopra.

4. Segnalazioni ai Motori di Ricerca

“Segnaleremo il tuo sito a oltre 2.000 motori di ricerca!”. Suona familiare? Dovrebbe, perchè viene spesso detta dagli stessi che promettono “tra i primi 10 in 8 ore”. Il problema è che il mercato dei Motori di Ricerca è costituito da un attore principale, Google, che insieme a 2 competitor (Yahoo e MSN) raggiunge circa il 99% delle ricerche che porteranno al vostro sito! Gli altri 1.997 possono anche tenerseli.

Del resto, 2.000 motori di ricerca? Ma conoscete qualcuno in grado di citarne 10? E qualcuno che sul suo sito riceve visite provenienti da più di 4-5 motori di ricerca? Per questo, la specializzazione nell’arte della segnalazione ai motori di ricerca appare un tantino inutile.

Come per i Meta Tag, non c’è niente di male nel segnalare il sito (in maniera corretta, legale e gratuita) ai piccoli motori di ricerca, ma di certo non c’è da aspettarsene alcun risultato significativo in termini di visite al proprio sito, mentre c’è da aspettarsi poco di buono da chi lo propina come la panacea di tutti i mali.

5. Molti Link >>> Buoni Link

Com’è noto, i link sono importanti per l’indicizzazione. Proprio per questo i motori di ricerca dedicano sempre più attenzione a questo argomento, e il concetto attorno al quale si sta modificando la loro attenzione è la pertinenza dei link.

Essenzialmente significa che, nel breve periodo, gli unici link che daranno buoni risultati saranno link di qualità fortemente connessi al proprio settore di riferimento. Non che i link non pertinenti siano da evitare: un link di qualità è un servizio al navigatore e viene ben interpretato anche dai motori di ricerca. Ma la tendenza è quella di privilegiare sempre di più l’affinità merceologica o contenutistica.

Se dovete partire da zero con i vostri link, evitate quindi la quantità  – chiunque con un po’ di tempo a disposizione potrebbe fare il vostro stesso lavoro – e dedicate alla ricerca di un buon numero di link a siti autorevoli e pertinenti.

Conclusioni

Naturalmente, ci sarebbe molto altro da sfatare. Man mano che internet diventa più importante, aumenta il numero di persone disposte a pagare denaro in cambio di traffico, fama e fortuna.

Dovendoci fermare per ragioni di spazio, mettiamo l’accento sull’aspetto più importante dell’indicizzazione, e cioè che le attività valide ed efficaci sono quelle che impiegano più tempo a dare risultati. Ma ne vale la pena.

Costruire un buon sito richiede tempo, e se si cerca di accelerare attraverso dubbie attività promozionali, probabilmente dopo qualche fiammata ci si troverà di fronte a difficoltà ancora maggiori nell’ottenere risultati, con il rischio di essersi bruciati la credibilità di fronte ai motori di ricerca.

Un buon progetto di indicizzazione è un lavoro lungo, intenso, continuativo, e non dà risultati immediati, ma è evidente che i grandi motori di ricerca vogliono incoraggiare le buone abitudini, e premiare i lavori fatti per durare. Se dopo aver letto questo articolo la prossima offerta di “risultati immediati” o di “un milione di click” vi sembrerà troppo bella per essere vera, non è perchè avete letto questo articolo: è che è proprio così.

Sito Web Gruppo Modulo

Nessun commento » | mercoledì, 5 luglio 2006

In previsione del lancio, alla fine dell’estate, del nuovo sito che presenta la rinnovata immagine aziendale, Modulo presenta un minisito teaser dal look minimal. Tutti i servizi destinati ai Clienti sono naturalmente accessibili dal proprio pannello di controllo.