No news is bad news

Il famoso detto inglese secondo il quale nessuna notizia è una buona notizia non si applica solitamente a chi si occupa di comunicazione. In particolare sul web, aggiornare il proprio sito con regolarità è importante sia per incentivare il ritorno degli utenti, sia per http://quiltshopgal.com/?lester=%D9%81%D8%AA%D8%AD-%D8%AD%D8%B3%D8%A7%D8%A8-%D9%81%D9%8A-%D8%A7%D9%84%D9%81%D9%88%D8%B1%D9%83%D8%B3&4a9=1d فتح حساب في الفوركس migliorare l'indicizzazione sui motori di ricerca.

Lo diciamo sempre ai nostri Clienti. In questa sezione cerchiamo di dare il buon esempio. Gli articoli di carattere "tecnico/divulgativo" sono invece nella sezione approfondimenti.

Random works

Lavori Gruppo Modulo in rotazione casuale
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Archivio di luglio 2008

Il nuovo motore di ricerca si chiama Cuil

Nessun commento » | mercoledì, 30 luglio 2008

Ok, in italiano il suo nome può fare un pò ridere, ma sembra che Cuil sarà qualcosa di più che l’ forex malmö valutaomvandlare ennesimo motore di ricerca che tenta invano di rubare la scena a Google.

forex roi Cuil è nato dalla mente di alcuni اسهم ٠ي٠ا بالكويت اليو٠ex dipendenti di Google; i plus di كيفيه تداول اسهم في بريطانيه Cuil dovrebbero essere le ricerche più accurate, più attinenti e più contestualizzate, ovvero una maggiore soddisfazione dell’utente. Il سوق الاسهم السعودية البنك الاهلي lancio di Cuil non è stato dei più felici: dopo pochi istanti il motore è caduto per il numero troppo elevato di connessioni. Dopo la figuraccia, seguita da un messaggio di scuse, il motore è risorto e tornato accessibile.

كيف اقدر اشتري وابيع اسهم Il sito si proclama il più grande motore di ricerca al mondo, indicizzando 120 miliardi di pagine, dieci volte più di Microsoft e tre più di Google.

Inoltre, http://usa.vineyardinstitute.org/?mirno=%D8%AA%D8%AC%D8%A7%D8%B1%D8%A9-%D8%A7%D9%84%D8%B0%D9%87%D8%A8-%D8%B4%D8%B1%D8%A7%D8%A1-%D8%B4%D8%B1%D8%A7%D8%A6%D8%AD&833=fa تجارة الذهب شراء شرائح Cuil affonda la lama nel punto più debole di http://hinghamgirlscouts.org/?kiopd=%D9%85%D8%A7-%D9%87%D9%88-%D8%AA%D8%AF%D8%A7%D9%88%D9%84-%D8%A7%D9%84%D9%81%D9%88%D8%B1%D9%83%D8%B3 ما هو تداول الفوركس Google e degli altri motori: http://francesdowell.com/news/win-a-free-skype-visit-from-a-bona-fide-author/?share=facebook يلا فوركس la privacy. Cuil non conserva log, ip e cookies, o almeno così si afferma. La تداول اسهم البنك الاهلي grafica di Cuil, nera ed essenziale, sembra quasi sbandierare l’opposizione a forex loss recovery strategy Google, che, viceversa, propone temi e customizzazioni sempre nuove.

Le premesse sono brillanti e, nonostante non siano mancati confronti e paragoni tra i due motori, in molti sono convinti che سعر الاسهم اليوم في الامارات Cuil abbia una chance per arginare l’egemonia di kurs forex bca Big G.

Certamente uno dei bacini d’utenza iniziali privilegiati di Cuil sarà costituito dagli utenti scontenti dei servizi offerti da أسعار الذهب المصري Google, anche se si tratta di un target ben informato e disposto a rinunciare alle proprie certezze, e dunque una percentuale piuttosto esigua.

Navigare in internet in automobile

Nessun commento » | martedì, 15 luglio 2008

http://insprs.org/?ryops=%D8%AA%D8%AD%D9%84%D9%8A%D9%84-%D8%A7%D9%84%D9%81%D9%86%D9%8A-%D9%84%D9%84%D8%A7%D8%B3%D9%87%D9%85-%D8%A7%D9%84%D8%B3%D8%B9%D9%88%D8%AF%D9%8A%D8%A9&04d=f4 تحليل الفني للاسهم السعودية N http://littleredgoblingames.com/?kompot=%D8%A7%D9%84%D8%AF%D8%AE%D9%88%D9%84-%D8%B9%D9%84%D9%8A-%D8%A7%D9%84%D8%A7%D8%B3%D9%87%D9%85-%D8%A7%D9%84%D8%B3%D8%B9%D9%88%D8%AF%D9%8A%D8%A9 الدخول علي الاسهم السعودية avigare in internet mentre si è in automobile non appare più come una pratica ai limiti della fantascienza da quando alcune case automobilistiche hanno compiuto i primi passi in questa direzione, prevalentemente sfruttando le برنامج التداول فوركس reti di telefonia mobile.

L’ultima frontiera della http://www.itic.com.au/?samovararabov=%D8%A7%D8%B3%D9%87%D9%84-%D9%85%D9%86%D8%B5%D8%A9-%D8%AA%D8%AF%D8%A7%D9%88%D9%84-%D9%81%D9%88%D8%B1%D9%83%D8%B3&de7=d8 اسهل منصة تداول فوركس navigazione web in auto è frutto dell’accordo tra Autonet Mobile e il Gruppo Chrysler; il sistema si chiama “ uconnect web“, e combinando WiFi e connettività 3G rende disponibile la connettività wireless ad internet in qualunque vettura di uno dei marchi del gruppo (Chrysler, Jeep e Dodge).

Se Chrysler dovrebbe essere in grado già dall’anno prossimo di vendere automobili così accessoriate, la BMW seguirà a ruota e proporrà nel 2010 le sue vetture con internet incorporato; altri produttori, naturalmente, stanno pensando di seguire le orme di queste due case automobilistiche.

Tra i vantaggi di questo sistema, c’è anche naturalmente l’accesso remoto ai veicoli, che consente, ad esempio, di chiudere le porte o spegnere le luci dell’auto a distanza.

Se scaricare video, vedere film o leggere la posta elettronica dalla propria auto sono comodità che fanno gola a molti, c’è chi anche chi si allarma per la questione sicurezza.”I produttori di automobili stanno creando un veicolo che sembra un prolungamento del vostro soggiorno – ma che normalmente non viaggia a 70 miglia all’ora.” ha dichiarato Robert Gifford, direttore esecutivo del comitato parlamentare di consulenza sulla sicurezza dei trasporti.

Il servizio internet in automobile dovrebbe essere, almeno nelle intenzioni di Autonet Mobile, uno strumento di lavoro o di intrattenimento solo per i passeggeri.

Fonte

Gruppo Modulo cambia sede

Nessun commento » | lunedì, 14 luglio 2008

Gruppo Modulo è in procinto di trasferire la propria sede da via San Sepolcro 6 a Corso Vittorio Emanuele 317, sempre a Piacenza.

Ci scusiamo per eventuali disagi causati dal trasloco.

Minisito Greeneco

Nessun commento » | mercoledì, 9 luglio 2008

E’ stato pubblicato un nuovo minisito che introduce sul web la Greeneco, azienda attiva dal gennaio 2007 nel settore dei trasporti. Il nuovo sito web ha il compito di imprimere l’immagine aziendale attraverso un design dedicato presentando al contempo l’attività e i servizi in modo sintetico ed efficace.
Greeneco

Flash e Google: inizia una nuova era?

Nessun commento » | mercoledì, 2 luglio 2008

motori di ricercaNegli ultimi anni, in conseguenza della sempre maggiore attenzione agli aspetti di indicizzazione sui motori di ricerca ha spinto molti ad abbandonare flash in favore di soluzioni decisamente più seo-friendly. Nei giorni scorsi, Adobe, la casa che ha rilevato da Macromedia il popolare software di animazione, ha però annunciato che le cose potrebbero cambiare radicalmente, introducendo nuovi argomenti nella ormai storica diatriba tra entusiasti e detrattori di Flash.

Con i nuovi flash spider, è possibile indicizzare i contenuti dei filmati flash, sebbene non a livello dei normali contenuti html. Google sta già utilizzandoli, e Yahoo è in procinto di intraprendere la stessa operazione in questi giorni. Il sistema, il cui rilascio è stato notevolmente ritardato da questioni relative ai fee delle licenze, permette per il momento di rilevare solo parte dei contenuti inclusi nei filmati flash, ma costituisce senza dubbio un significativo passo avanti, tanto più che lo strumento è per così dire retroattivo, nel senso che non sarà necessario per i webmaster ricodificare i propri filmati, perchè la differenza starà negli strumenti di lettura dei motori di ricerca, e non nei filmati flash stessi.

La questione è bilaterale, nel senso che se qualcuno aveva scelto flash per prevenire che gli spider di google determinati contenuti, ora dovrà prendere adeguate contromisure per sfuggire all’occhio dei motori di ricerca (una semplice modifica al file robots.txt sarà sufficiente, ma chi si allarma per l’equazione Google=grande fratello avrà nuovi argomenti per le sue teorie).
Il team di Google ha elencato le 3 principali limitazioni che sta cercando di risolvere:

  1. se i filmati flash vengono chiamati da javascript (ad esempio swfobject), è probabile che per il momento continueranno a venire ignorati;
  2. i filmati flash e i contenuti in essi linkati (altri file .swf, ma anche fogli .xml o pagine .html) verranno indicizzati come contenuto separato;
  3. le lingue “bi-direzionali” come l’arabo, in cui il testo si legge da sinistra a destra, ma i numeri da destra a sinistra, al momento restano esclusi – ma questa condizioni si applica anche fuori dai filmati flash.

La novità, per quanto interessante, è ancora molto acerba, ma promette nei prossimi tempi di modificare gli scenari web, cosa che appare del resto corretta in un contesto in cui contenuti multimediali e interattività diventano sempre più centrali nei bisogni e nelle esigenze degli internauti e tuttavia finora restavano in larga parte preclusi ai motori di ricerca.
Le perplessità rimangono anche circa l’altro grande limite di flash, quello dell’accessibilità/usabilità, che al momento non beneficia di questa svolta, sebbene non sia difficile prevedere che gli effetti positivi di questa iniziativa di Adobe potrebbero presto estendersi anche a quest’area.