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18 dicembre 2011
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Flash e Google: inizia una nuova era?
Pubblicato il 2 luglio 2008
Negli ultimi anni, in conseguenza della sempre maggiore attenzione agli aspetti di indicizzazione sui motori di ricerca ha spinto molti ad abbandonare flash in favore di soluzioni decisamente più seo-friendly. Nei giorni scorsi, Adobe, la casa che ha rilevato da Macromedia il popolare software di animazione, ha però annunciato che le cose potrebbero cambiare radicalmente, introducendo nuovi argomenti nella ormai storica diatriba tra entusiasti e detrattori di Flash.
Con i nuovi flash spider, è possibile indicizzare i contenuti dei filmati flash, sebbene non a livello dei normali contenuti html. Google sta già utilizzandoli, e Yahoo è in procinto di intraprendere la stessa operazione in questi giorni. Il sistema, il cui rilascio è stato notevolmente ritardato da questioni relative ai fee delle licenze, permette per il momento di rilevare solo parte dei contenuti inclusi nei filmati flash, ma costituisce senza dubbio un significativo passo avanti, tanto più che lo strumento è per così dire retroattivo, nel senso che non sarà necessario per i webmaster ricodificare i propri filmati, perchè la differenza starà negli strumenti di lettura dei motori di ricerca, e non nei filmati flash stessi.
La questione è bilaterale, nel senso che se qualcuno aveva scelto flash per prevenire che gli spider di google determinati contenuti, ora dovrà prendere adeguate contromisure per sfuggire all’occhio dei motori di ricerca (una semplice modifica al file robots.txt sarà sufficiente, ma chi si allarma per l’equazione Google=grande fratello avrà nuovi argomenti per le sue teorie).
Il team di Google ha elencato le 3 principali limitazioni che sta cercando di risolvere:
- se i filmati flash vengono chiamati da javascript (ad esempio swfobject), è probabile che per il momento continueranno a venire ignorati;
- i filmati flash e i contenuti in essi linkati (altri file .swf, ma anche fogli .xml o pagine .html) verranno indicizzati come contenuto separato;
- le lingue “bi-direzionali” come l’arabo, in cui il testo si legge da sinistra a destra, ma i numeri da destra a sinistra, al momento restano esclusi – ma questa condizioni si applica anche fuori dai filmati flash.
La novità, per quanto interessante, è ancora molto acerba, ma promette nei prossimi tempi di modificare gli scenari web, cosa che appare del resto corretta in un contesto in cui contenuti multimediali e interattività diventano sempre più centrali nei bisogni e nelle esigenze degli internauti e tuttavia finora restavano in larga parte preclusi ai motori di ricerca.
Le perplessità rimangono anche circa l’altro grande limite di flash, quello dell’accessibilità/usabilità, che al momento non beneficia di questa svolta, sebbene non sia difficile prevedere che gli effetti positivi di questa iniziativa di Adobe potrebbero presto estendersi anche a quest’area.
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