No news is bad news

Il famoso detto inglese secondo il quale nessuna notizia è una buona notizia non si applica solitamente a chi si occupa di comunicazione. In particolare sul web, aggiornare il proprio sito con regolarità è importante sia per incentivare il ritorno degli utenti, sia per migliorare l'indicizzazione sui motori di ricerca.

Lo diciamo sempre ai nostri Clienti. In questa sezione cerchiamo di dare il buon esempio. Gli articoli di carattere "tecnico/divulgativo" sono invece nella sezione approfondimenti.

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Lavori Gruppo Modulo in rotazione casuale
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Archivio di dicembre 2010

Come ottimizzare le proprie pagine web

Nessun commento » | giovedì, 2 dicembre 2010

Prima di tutto, è bene ricordare che l’ottimizzazione dei propri contenuti è solo uno dei fattori che concorre al risultato del proprio sito sui motori di ricerca. Altri elementi, come ad esempio il numero di link entranti, la frequenza di aggiornamento dei contenuti, o più recentemente, la velocità di risposta del server che ospita il sito web, possono essere altrettanto o più importanti a seconda dello scenario competitivo in cui operiamo.

È bene dunque non aspettarsi miracoli (anche se possono accadere!) dalla semplice ottimizzazione di testi e contenuti, ma vale la pena di dedicare tempo e risorse a questa leva, perché è l’unica sotto il nostro completo controllo.

Indirizzo e nomi pagina

Un buon nome a dominio che include la keyword può essere utile, ma non al punto da penalizzare la riconoscibilità della propria attività o generare nomi troppo lunghi: anche in questo caso infatti, il beneficio in termini di performance sui motori di ricerca è molto inferiore a quanto non fosse fino a un paio d’anni fa.

Per gli indirizzi delle pagine vale un po’ quello che si diceva riguardo ai titoli di pagina: indirizzi troppo lunghi e didascalici stanno perdendo valore a vantaggio di indirizzi brevi e diretti: miosito.it/keyword1-keyword2. Il “-” rimane il simbolo preferibile come separatore.

I tag nella <head>

Il titolo si conferma l’elemento più importante, ma l’abuso di keywords in questo tag ne sta riducendo l’importanza, e inserire per prime le parole chiave veramente importanti: dalla 3a-4a parola in poi, il titolo viene virtualmente ignorato: dobbiamo ringraziare i fenomeni dell’indicizzazione che usavano titoli di 100 e più parole per inserire tutte le keywords del proprio sito in ogni pagina!

La descrizione rimane un tag importante perchè viene spesso mostrata da Google, Yahoo, Bing ecc. nei risultati della ricerca: una buona descrizione favorisce il click-through, che a sua volta concorre all’indicizzazione.

Le keywords rimangono di qualche importanza ormai solo per Yahoo. Se ne può usare qualcuna a beneficio di questo specifico motore di ricerca, ma senza perdere tempo e codice in lunghi elenchi.

Il contenuto

Entrando nel merito del contenuto vero e proprio, il numero di keywords ideale dipende dalla lunghezza del testo, ma in generale non si traggono particolari benefici oltre la 7-8a ripetizione: molto meglio (anche per i propri lettori!) inserire parole correlate.

Un altro elemento che sta perdendo importanza a causa dell’uso scorretto dei sedicenti seo-copywriter sono i tag h1,h2,h3 ecc. Forniscono ormai un minimo contributo, per cui vanno usati solo se ce n’è reale bisogno.

Stessa situazione per il tag <strong>, il cui apporto in termini di ottimizzazione per i motori di ricerca non ne giustifica alcun abuso, anzi: l’ideale ad oggi è usare anche un po’ di corsivo (tag <em>).

L’attributo “alt” delle immagini sta rivelando una crescente importanza, così come il nome del file stesso: anche in questo caso vale la regola del prima è meglio: evitare quindi di inserirla in sottocartelle di sottocartelle di sottocartelle dal nome a loro volta seo, così come è bene evitare nomi di file eccessivamente lunghi: ancora una volta keyword1-keyword2.jpg va benissimo.

Architettura del sito e della pagina

Per raggiungere il vostro prodotto principale, non dovrebbe essere necessario effettuare più di 3-4 click partire dalla home page (e possibilmente da qualsiasi pagina).

I rimandi interni da una pagina all’altra del sito danno indubbi benefici (è logico: se una nostra pagina è linkata da un sito esterno, e la nostra pagina include un link ad un’altra nostra pagina, riversiamo parte del beneficio del link esterno dalla prima alla seconda pagina).

Non servono 10 link alla stessa pagina (per Google conta solo il primo), mentre i link dentro al copy hanno maggiore valore dei link permanenti, specie se nel footer o nella sidebar.

È bene che le keywords appaiano il prima possibile nella pagina (un altro buon motivo per non usare menu a scomparsa imbottiti di testi e link di navigazione che concorrono a posticipare l’ingresso dei contenuti “veri“).

Naturalmente il sito deve essere accessibile e quanto più possibile w3c compliant.

Conclusioni

Tutte queste pratiche possono concorrere al massimo al 30-40% del totale del risultato della vostra indicizzazione, quindi è bene non sacrificare troppo l’esperienza utente e/o i vostri obiettivi promocommerciali al servizio di una troppo ligia applicazione.

D’altra parte, in mercati non sempre evoluti, e con basso tasso di link esterni (specie nel B2B), è pur vero che ci si può aspettare una concorrenza molto livellata su tutti gli altri aspetti di SEO, per cui è possibile, e a volte probabile che sia proprio l’ottimizzazione in pagina a fare la differenza.