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18 dicembre 2011
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Google: nuovo attacco all’indicizzazione scorretta
Pubblicato il 29 aprile 2011
All’inizio del 2011 Google ha lanciato un nuovo attacco alle “content-farms”, cioè i siti che pubblicano contenuto spazzatura al solo scopo di attrarre visite dai motori di ricerca.
L’operazione, denominata in codice “Panda update”, è iniziata nei primi mesi dell’anno negli USA, per poi estendersi progressivamente al resto del mondo. Naturalmente, molti effetti collaterali hanno impattato anche sull’indicizzazione di un gran numero di siti web, con alcuni dei principali portali web al mondo che si sono visti sparire dalle prime pagine dei risultati di ricerca e/o hanno perso anche l’80% delle proprie visite.
L’operazione ha gettato nella frustrazione più di un colosso del web, ma ancora non è chiaro se e come Google troverà il modo di riabilitare chi è stato colpito per sbaglio da questo nuovo “giro di vite”. L’unica notizia certa è che che a Mountain View sono nell’insieme soddisfatti dell’operazione, e puntano a rendere ancora più deciso l’attacco alle “content farms”.
Valutare l’impatto per i “comuni mortali” è quindi difficile, ma di certo Google ha chiarito una volta di più quali sono le leve su cui puntare per avere effetti duraturi sul proprio Search Engine Marketing:
- contenuto originale e di qualità;
- evitare al massimo le duplicazioni di contenuto, anche ottenute dagli strumenti dinamici del proprio sito;
- aggiornare, aggiornare, aggiornare! una volta al mese ormai non crea un vantaggio competitivo rilevante, e sfruttando l’interazione sito/social network è possibile ottenere contenuti aggiornati con frequenze ben diverse;
- premiare la permanenza sul sito, lavorando sulle pagine a visita prolungata, rimuovendo (!) le pagine ad alto tasso di rimbalzo e/o basso tasso di permanenza;
- rimuovere (si, rimuoverle, anche se ci sono costate tempo e lavoro), le pagine che non generano traffico: questo include anche le vecchie news, i vecchi eventi, con buona pace di chi vorrebbe tenere sul proprio sito un archivio storico globale: 3-4 anni sono sufficienti.
- se proprio volete tenere tutto quanto, valutate domini alternativi (anche di terzo livello), così da ridurre la negatività di questi contenuti sul vostro sito: è infatti acclarato che pagine basso performanti danneggiano la performance dell’intero sito.
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